Le imprese italiane quarte in Europa per consumi B2B
Visa Commercial tramite l’indice CCE (Commercial Consumption Expenditure), il proprio strumento di metrica finanziaria dedicato ai consumi delle aziende verso imprese e settore pubblico, fornisce alcuni dati chiave relativi ai consumi B2B in Italia
L’indice CCE (Commercial Consumption Expenditure) messo a punto dal team di esperti Visa Commercial (per approfondire metodologia e obiettivi si rimanda alle note per i redattori a fine comunicato) insieme a The Economist Intelligence Unit (divisione di statistica del gruppo The Economist) mostra che in Italia la spesa totale B2B tra le imprese ha raggiunto circa €1.988 miliardi nel 2006, in crescita del 3,2% rispetto al 2005 (€1.889 miliardi), attestandosi al quarto posto in Europa dopo UK, Germania e Francia.Lo studio, effettuato a livello continentale e declinato più approfonditamente nei 10 mercati chiave dell’Unione Europea da The Economist Intelligence, rileva che per dimensione d’azienda l’Italia è il paese europeo con la più elevata presenza di piccole imprese, circa 4,5 milioni, che corrisponde al 23% del totale.
Le piccole e medie imprese italiane insieme formano il 66% del CCE del nostro Paese, con una quota rispettiva nel 2006 del 27% (circa €541 miliardi) e 39% con un volume di circa 770 miliardi di Euro. Le medie imprese italiane registrano il più elevato indice CCE nel nostro Paese contro quello delle grandi imprese che, con un valore di circa 594 miliardi di euro, costituiscono il 30% dell’indice CCE nazionale, mostrando tuttavia una forte dinamicità nelle categorie merceologiche poiché le grandi aziende non raggiungono le 5.000 unità su tutto il territorio nazionale. Il settore pubblico italiano invece si assesta sul 4% (circa €85 miliardi).
L’indice CCE di Visa Commercial analizza in particolare quali scambi business-to-business, relativi a beni e servizi utilizzati nella produzione, incidano maggiormente nelle voci di bilancio delle imprese e delle organizzazioni del settore pubblico.
In Italia nel 2006, per un totale di €814 miliardi (43% dell’indice CCE italiano e 5% dell’indice CCE complessivo europeo), i primi cinque segmenti di spesa B2B sono stati:
- commercio all’ingrosso;
- commercio al dettaglio;
- edilizia;
- automezzi e rifornimento carburante;
- servizi.
- amministrazione pubblica, utilità (acqua, luce, gas),
- chimici,
- commercio all’ingrosso,
- commercio al dettaglio,
- autoveicoli e rifornimenti.
L’indice CCE europeo mostra che nel 2006 in Europa i consumi complessivi delle imprese e del settore pubblico hanno raggiunto quota €16,7 mila miliardi posizionando il nostro continente come la regione al mondo con la più alta quota di consumi aziendali (32% dell’indice globale CCE), in crescita del 6% rispetto all’anno precedente. Il Regno Unito è il paese che detiene il maggiore indice CCE con oltre €3 mila miliardi (18% del totale CCE UE).
Luc Janssen, Senior Vice President Marketing di Visa Commercial commenta: “L’indice CCE messo a punto da Visa Commercial per l’Europa, analizzando quali siano le maggiori spese delle imprese e del settore pubblico in Italia, fornisce una vera e propria guida per il mercato dei pagamenti chiarendo ove dirigere gli sforzi per lo sviluppo dell’accettazione e della penetrazione dei prodotti e dei servizi di pagamento. L’industria italiana dei pagamenti dovrebbe massimizzare l’opportunità offerta dal mercato domestico offrendo un’ampia gamma di prodotti e servizi aziendali per i molteplici segmenti B2B”.
“Le carte aziendali in Italia hanno raggiunto complessivamente 1,2 milioni di unità, ma l’indice CCE della nazione mostra un elevato potenziale per gli emittenti.” “Molti tipi di transazioni comprese nell’indice CCE possono essere convogliate su prodotti Visa Commercial” continua Luc Janssen “Le carte aziendali Visa Commercial detengono la leadership nel mercato italiano con più di 1 milione di carte in circolazione e posizionano l’Italia al secondo posto in Europa per numero di carte Visa emesse. Tuttavia il margine di crescita è ampio e intendiamo promuovere e stimolare sempre più l’uso dei prodotti di pagamento tra le imprese".
